INDUSTRIA 4.0: COME FUNZIONANO GLI INCENTIVI

Il credito di imposta 4.0 prevede un credito nei confronti dello stato da parte delle aziende che investono in beni strumentali nuovi rispondenti ai criteri previsti dalla relativa normativa.

Questo significa che le aziende possono usufruire di una diminuzione delle imposte e tributi da versare all’Erario pari al 50% degli investimenti fatti nel 2021 sui beni previsti dal Piano Industria 4.0.
Questo credito, che non è tassabile, è utilizzabile in compensazione su F24 con qualsiasi debito quali IVA, IMU, INPS ecc. in 3 rate annuali a partire dall’anno di interconnessione dei beni ed è fruibile anche in assenza di reddito imponibile (quindi anche se il bilancio d’esercizio si chiude in perdita).

 

Il carrello elevatore è un bene che può rientrare nei benefici previsti da INDUSTRIA 4.0?

La struttura dell’allegato A
L’allegato A è diviso in 3 parti.
La parte 1 identifica12 tipologie di beni tra cui i carrelli elevatori al punto 11

 SOLO
i beni contenuti nella parte 1 dell’allegato A
DEVONO rispondere ai 5 + 2 requisiti.

 

Nel dettaglio:
• 5 requisiti OBBLIGATORI
• 2 requisiti DEVONO essere scelti da una lista di 3 requisiti. Questi requisiti sono detti anche «facoltativi».

 

I 5 requisiti OBBLIGATORI

 1. Controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller).

2. Interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program.

3. Integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo.

4. Interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive.

5. Rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

 

I 2 requisiti FACOLTATIVI

 1. Sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto.

2. Monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo.

 

La circolare nr.4 del 30 marzo 2017

CHIARIMENTI IN MATERIA DEL BENI RELATIVI AL PUNTO 11

11.macchine, anche motrici e operatrici (sono comprese, per esempio, macchine per l’agricoltura 4.0, quali tutte le trattrici e le macchine agricole – portate, trainate e semoventi – che consentono la lavorazione di

precisione in campo grazie all’utilizzo di elettronica, sensori e gestione computerizzata delle logiche di controllo; sono, inoltre, inclusi dispositivi e macchine di supporto quali, ad esempio, sistemi di sensori in campo, stazioni

meteo e droni), strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi (es. carrelli elevatori, sollevatori, carriponte, gru mobili, gru a portale), dispositivi di

sollevamento e manipolazione automatizzati (es. manipolatori industriali, sistemi di pallettizzazione e dispositivi pick and place), AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di

riconoscimento dei pezzi (ad esempio sistemi attivi come RFID, sistemi passivi come ad esempio QR code, visori e sistemi di visione e meccatronici). Si precisa che l’espressione “macchine motrici” non include i veicoli ai 

sensi della definizione di cui all’art. 1 della Direttiva 70/156/CEE.

 

INDUSTRIA 4.0: QUANDO SCADE

Le agevolazioni dell’Industria 4.0 con credito di imposta al 50% sono applicabili sugli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2021 oppure entro il 30 giugno 2022 ma con un acconto pagato nel 2021 pari almeno al 20%.
Queste condizioni sono retroattive anche sugli acquisti fatti a partire dal 16 novembre 2020.

 

INIZIO DELL’ANNO: IL MOMENTO GIUSTO

La prima parte dell’anno è, nella pratica, il momento migliore per organizzarsi date le tempistiche delle pratiche che potrebbero essere lunghe. Inoltre dal 1 gennaio 2022 l’agevolazione tornerà al 40% per investimenti effettuati nel 2022 oppure entro il 30 giugno 2023 (purché sia stato versato nel 2022 un acconto pari al 20%)

UN INCENTIVO ULTERIORE PER LE AZIENDE DEL MEZZOGIORNO

Il credito di imposta per investimenti in beni strumentali è cumulabile con il Bonus destinato alle aziende del sud che prevede un ulteriore credito di imposta fino al 45% per le piccole imprese, 35% per le medie imprese e 25% per grandi imprese sull’acquisto, nel 2021 e nel 2022, di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate in: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna. Le percentuali per Molise e Abruzzo sono rispettivamente 30% per le piccole imprese, 20% per le medie imprese, 10% per le grandi imprese. Il bonus è utilizzabile in compensazione già a partire dal periodo di imposta in cui è stato effettuato l’investimento.